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ABORTO E CENSURA FACEBOOK





L'importante è che nessuno veda. Perché vedere è violenza. In realtà solo perché vedendo, perfino la coscienza collettiva dell'uomo post-moderno potrebbe risvegliarsi da un torpore ormai endemico.
Che cosa?
Ecco cosa scrive di Facebook Giorgio Celsi, eroico ed instancabile infermiere che da anni denuncia la piaga dell'aborto con coraggio e senza infingimenti, in pubblico e nelle piazze:
Questo è quello che scrive Facebook per giustificare l’oscuramento nel diario del mio album fotografico dove, per ricordare il grave delitto dell’aborto, ci sono foto di bambini abortiti: “Questa foto è stata nascosta perché mostra contenuti per adulti, come violenza esplicita“. Proprio così, questo è quello che scrive Facebook circa le foto di bambini abortiti. La cosa strana è che  scriva “contenuti per adulti” quando a morire “legalmente” sono i bambini nel caldo ventre materno e quando per legge si ritiene matura una minorenne – tanto da permetterle di abortire anche senza dirlo ai suoi genitori – ma non la si ritiene matura per farle vedere il risultato di quello che sta facendo. Poi, in nome della “Verità” si definisce queste foto “violenza esplicita“.
Allora anche Facebook afferma che l’aborto è una violenza! Allora è proprio vero che con i soldi dei contribuenti che pagano una legge che permette l’aborto ci si rende complici di violenza!
A questo punto è inevitabile che mi chieda perché non vengono oscurate le foto dei cadaveri nei campi di concentramento, pubblicate per ricordare il giorno della memoria. Non è che forse ci sono genocidi da ricordare e altri da nascondere? Non è che non si vogliono toccano i forti interessi economici e ideologici che ci sono dietro a questi delitti legalizzati?
Intano nei nostri Ospedali 503 bambini ogni giorno, 21 ogni ora, vengono soppressi nel grembo materno che dal 1978, anno in cui è entrata in vigore l’iniqua legge 194, è diventato ormai il luogo meno sicuro per il bambino.
Ringrazio Facebook, che in questo modo ha dovuto comunque ammettere che l’aborto è una violenza: come tale, quindi, va debellato!


Dunque violenza non è la realtà ma la sua rappresentazione. Qualcosa non torna. Provate a pensare, e dite voi cosa.



29/01/2016





Vedi anche
29/10/2011 LA CENSURA DELLA VERITA'

29/10/2015 OMOFOBIA E PROPAGANDA

29/11/2011 LA CENSURA DELL'ABORTO


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